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domenica 10 giugno 2007

La sezione di Fisica

Nella sezione di Fisica sono custoditi circa 800 strumenti appartenuti al Gabinetto di Fisica universitaria tra il XVIII e il XX secolo.


Si tratta quindi di un patrimonio ingente, che documenta in modo significativo la didattica e la ricerca in un periodo importante dello sviluppo delle scienze fisiche.
L'inizio del Gabinetto si può far risalire al 1771 e si arricchì soprattutto sotto la direzione di Carlo Barletti,nominato professore di Fisica Sperimentale nel 1772.


Il suo vero sviluppo si ebbe però con Alessandro Volta che, già famoso per l'invenzione dell'elettroforo e la scoperta del metano,nel 1778 venne chiamato a sostituire Barletti.
La sezione di Fisica è suddivisa in due sale:la Sala dedicata appunto a Volta e la sala dell'800.

La Sala Volta



In questa sala, sono raccolti circa 150 strumenti riconducibili a Volta, tra cui numerose sue invenzioni ma anche apparecchi inventati da altri e da lui solo utilizzati.
Le sue invenzioni sono esposte sopra quello che fu il suo tavolo da laboratorio.
Accanto al tavolo, vi è anche lo scrittoio e la sedia da lui usati.
Tra le sue invenzioni troviamo l'elettroforo, la pistola elettrico-flogopneumatica, gli eudiometri, il condensatore, l'elettroscopio condensatore, l'elettrometro a pagliuzze e le pile.

Il gruppo di strumenti complementare a quello delle invenzioni voltiane è esposto in antichi armadi del Gabinetto e in vetrine moderne.
Tra gli strumenti di tipo elettrico troviamo bottiglie di Leida, quadri frankliani e due versioni della pila successive a quella voltiana ma vi sono anche strumenti che riguardano termologia, ottica, acustica, magnetismo, pneumatica, meccanica, idraulica, pesi e misure.




Curiosità sulla sala Volta

LA PILA DI VOLTA

Come detto,sul tavolo di lavoro di Volta,si trovano tutti i suoi strumenti originali.

Le pile che sono esposte però, sono delle copie poichè, nel 1899, a Como, è stata allestita una mostra su Volta, ma, durante questa esposizione è scoppiato un incendio e le pile sono andate bruciate.










LA PISTOLA DI VOLTA

La pistola "elettrico-flogopneumatica", ideata da Alessandro Volta, veniva generalmente riempita con una miscela di idrogeno e di aria comune e chiusa con un tappo di sughero. Si toccava poi uno degli elettrodi con una mano e si avvicinava l'altro ad un polo di un macchina elettrostatica. Allo scoccare della scintilla tra questi ultimi e contemporaneamente all'interno della pistola, l'accensione della miscela provocava una forte detonazione e l'espulsione violenta del turacciolo. Questi esperimenti, come scrive lo stesso Volta, " ... e al comune degli spettatori creano più grande stupore, ... , e agl'intendenti ed amatori arrecano maggior soddisfazione, mercecchè si presentan loro combinati in bella forma gli esperimenti dell'elettricità con quei delle arie infiammabili, ... ". Essi rispondevano cioè alla duplice esigenza, molto sentita all'epoca, di "fare spettacolo" e di divulgare gli ultimi risultati della scienza. Per fare questo, molto spesso Volta teneva delle lezioni pubbliche all'Università.




L'IMBUTO MAGICO



Data l'importanza che all'epoca si attibuiva alla diffusione della scienza alla gente comune,ecco un'altro piccolo esperimento che gli scienziati effettuavano per stupire, far conoscere, raccogliere fondi per le loro ricerche e per smascherare i molti imbroglioni che ingannavano le persone con "trucchetti" vari.
L'imbuto magico si compone di due coni di vetro, posti uno nell'altro, in modo da formare una intercapedine fra i due. Il cono interno termina con una coda di ottone, mentre quello esterno finisce un po' più in basso sulla coda stessa. Su questo piccolo tratto della coda è praticato un piccolo foro che mette in comunicazione l'intercapedine con il cono interno. Un altro piccolo foro praticato nell'anello di ottone che fissa i due coni mette in comunicazione l'intercapedine con lo spazio esterno. Se, tenendo chiusa l'apertura finale della coda, si riempie con un liquido l'imbuto stesso, il liquido, passando attraverso il primo foro, riempie anche l'intercapedine, mentre l'aria in essa presente esce dal secondo foro. Chiudendo con un dito il foro nell'anello e aprendo la coda, il liquido contenuto nell'imbuto scola fuori. Sollevando poi il dito, il liquido che era rimasto nell'intercapedine (a causa della pressione atmosferica agente sul primo foro), "magicamente" scolerà fuori dall'imbuto che appariva ormai vuoto.

La Sala dell' 800

Gli strumenti di questa sala sono raccolti in nove armadi e in due grosse vetrine centrali tutti d'epoca.Altre apparecchiature di grosse dimensioni campeggiano su una pedana vicino all'ingresso e, verso il fondo, incombe una voluminosa camera iper e ipobarica ideata da Carlo Forlanini.

Il settore maggiormente rappresentato è l'elettromagnetismo, con il suo complesso sviluppo e le molteplici ricadute tecnologiche.

Possiamo trovare elettrocalamite, apparecchi termoelettrici, bobine di induzione, microfoni, motori elettrici e varie macchine magneto e dinamo-elettriche.


Oltre all'elettricità, compaiono meccanica, pesi e misure, geodesia, ottica, pneumatica e termologia.